Attraverso le venti opere di Mario Sironi della collezione Sormani, esposte a Milano presso lo Spazio Cernaia,[1] si arriva a un’idea chiara della pluralità di espressioni dominate dall’artista in un’urgenza creativa a tratti persino maniacale. Una produzione che Margherita Sarfatti, la prima a occuparsi del pittore con acutezza, descriveva come «di sintesi e di semplificazione estrema, dall’andatura quasi popolaresca a forza d’essere aristocrat…
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